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Sei chilometri di cunicoli alti dai 3 ai 4 metri e larghi 3, 15 ingressi per entrare ed uscire da ogni parte della città, locali sociali attrezzati dalla cantina all’infermeria, all’ufficio anagrafe, alla cappella, tante stanze comuni o nicchie per ospitare le singole famiglie. Così si presentava la città sotterranea che durante l’ultimo conflitto mondiale ha accolto oltre tremila persone nel periodo dal novembre 43'  al giugno 44'. I rifugi furono costruiti durante la seconda guerra mondiale dalla stessa
popolazione che temeva, più che altrove, il disastro di possibili incursioni aeree dei nemici. Proprio Colleferro, infatti, ospitava una famosa fabbrica di armi e munizioni.
Oggi quel lungo tunnel costruito scavando a colpi di piccone nelle cave di pozzolana, solo in parte agibile, oltre ad essere un’importante testimonianza della storia cittadina rimane un luogo carico di suggestione, oggetto di numerose visite, sia da parte di scolaresche che di gruppi di cittadini.
Patrimonio culturale comune, presto sarà fruito maggiormente da tutta la popolazione grazie ad un suo più esteso utilizzo, come museo od altro. Oltre ad essere aperti tradizionalmente durante la festa patronale del 4 dicembre, i rifugi si possono visitare per appuntamento.

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